La fase sostenuta da Journalismfund Europe del progetto [No] Zone di Sacrificio, all’interno del programma Pluralistic Media for Democracy, si è conclusa. Ma il lavoro non si chiude qui.
Le storie raccolte in questi mesi restano aperte: perché nei territori continuano a pesare domande su salute, ambiente, trasparenza, uso dei fondi pubblici, responsabilità delle istituzioni e futuro delle comunità.
Per questo il portale continuerà ad aggiornarsi. Non con il ritmo intenso degli ultimi mesi, ma seguendo gli sviluppi delle inchieste già pubblicate, rilanciando nuovi elementi e costruendo occasioni di confronto pubblico nei territori, nelle scuole, nelle università, nelle assemblee e nei luoghi dove queste storie possono diventare strumenti di discussione civica.
Ripartiamo dalla Valsusa, dove dopo la pubblicazione dell’inchiesta “Valsusa, la grande opera che non passa” nuovi aggiornamenti dal versante francese e dal dibattito politico italiano riportano al centro costi, tempi, acqua, trasparenza e impatti territoriali della Torino-Lione.
Continueremo a seguire anche Taranto, la zona di sacrificio che l’Europa non può più ignorare, raccontata nel documentario-inchiesta Taranto Chiama e al centro di una vicenda giudiziaria, ambientale e sociale complessa e che ci riguarda tutti. Nei prossimi giorni aggiorneremo il portale anche sull’udienza del processo legato all’ex Ilva.
[No] Zone di Sacrificio nasce per tenere insieme memoria, dati, testimonianze, documenti e domande pubbliche. Non solo per raccontare territori feriti, ma per restituire strumenti a chi vuole capire, discutere, partecipare.
Il percorso continuerà anche attraverso il sito di Cittadini Reattivi, la newsletter Libera e Civica, anche in versione podcast, dove rilanceremo aggiornamenti che arrivano dalle comunità, approfondimenti, nuove tappe e materiali utili per chi vuole seguire, condividere o portare queste inchieste nei propri territori.
Tutte le video-inchieste realizzate nell’ambito di [No] Zone di Sacrificio sono a disposizione di comunità, scuole, università, festival, assemblee civiche e istituzioni che vogliano usarle come strumenti di discussione pubblica. Anche noi giornaliste di Cittadini Reattivi siamo disponibili a presentare le inchieste nei territori, costruendo momenti di confronto, formazione e partecipazione
Ora rallentiamo, riordiniamo i materiali e riprendiamo fiato.
Il percorso resta aperto.
Rosy Battaglia