Falconara Marittima, alla Socar richiesta tutela del lavoro e salvaguardia dell’ambiente

Sono due le priorità per i sindacati dopo l’ufficializzazione del passaggio di proprietà del gruppo Italiana Petroli da Api alla società di stato dell’Azerbaijan Socar: la tutela dei 336 lavoratori della raffineria di Falconara Marittima e la salvaguardia dell’ambiente. Sul tavolo della nuova proprietà azera c’è poi anche il tema dei processi di bonifica del sito di interesse nazionale di Falconara, sul quale i comitati cittadini hanno chiesto al governo l’impegno a vigilare con attenzione.

L’acquisizione, scrive Socar, riflette la sua “strategia a lungo termine, volta a espandere la propria filiera energetica integrata e a rafforzare la propria presenza in Europa, con l’Italia quale mercato chiave all’interno del proprio portfolio regionale”. Socar “è già di fatto un importante fornitore di petrolio greggio per l’Italia attraverso l’oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan e contribuisce, allo stesso tempo, alla diversificazione delle forniture di gas naturale verso il Paese attraverso il Corridoio Meridionale del Gas”.

Così ha commentato la sindaca di Falconara Marittima (Ancona), Stefania Signorini: “L’auspicio è che questo passaggio possa rappresentare un’opportunità di sviluppo, nel pieno rispetto della tutela dell’occupazione, della salvaguardia ambientale, della sicurezza dell’impianto e verso una transizione energetica”. Ha poi continuato: “Dalle rinnovabili alle bioenergie, è importante che la Socar garantisca il benessere della nostra comunità”.

Non sono dello stesso avviso i comitati civici e ambientalisti del movimento “Fermiamo il disastro ambientale” che affermano: “Le associazioni e i comitati locali chiedono la desecretazione dei punti inseriti dal Governo nel Golden Power e che tutti i livelli istituzionali rendano pubblico come intendono ottenere i necessari interventi di bonifica e manutenzione degli impianti interni. Chiediamo inoltre da tempo che le bonifiche delle aree pubbliche del SIN vengano affidate ad un commissario unico straordinario.”

Al coro si aggiunge l’avvocato Monia Mancini che difende le parti civili nel processo in corso “Oro Nero” per il presunto disastro ambientale causato dalla Raffineria ex API: ” E ora che la vendita è definitiva e tutti ne hanno dato notizia penso che sia chiaro a tutti che “si apre una nuova fase (…) per uno dei siti produttivi più rilevanti della regione” (così il Sindaco di Falconara su stampa)”.

Conclude l’avvocata Mancini: “Insomma penso che ormai è certificato che si viva dentro una grande zona industriale logistica infrastrutturale. Chissà cosa ne pensano gli altri sindaci della bassa e media vallesina? Ne avranno pari consapevolezza che le persone vivono in un’area industriale/infrastrutturale e che fare qualche metro di pista ciclabile o piantare qualche ombrellone non ne cambia i destini? Le persone ne sono pienamente consapevoli e chiedete loro come è viverci. PS: immagini da un qualsiasi giorno di gennaio 2026. Amen”.

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Elisabetta Galgani

Giornalista professionista, dopo alcune esperienze come autrice tv, sono cresciuta nella carta stampata, con una particolare attenzione alle tematiche ambientali e sociali. Dal 2001 non ho mai smesso di scrivere, senza mettere da parte il mio attivismo.

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