Vadalà: «Bonifiche e mappa epidemiologica, la trasparenza è la prima risposta ai cittadini»

Credits: Governo Italiano

Per decenni la cosiddetta Terra dei Fuochi è stata il simbolo di uno dei più gravi disastri ambientali italiani: sversamenti illegali, roghi tossici, terreni contaminati in 90 Comuni tra le province di Napoli e Caserta. Un territorio vasto – 150 mila ettari, 90 Comuni, circa 2,9 milioni di persone – che il 30 gennaio 2025 ha visto riconoscersi violato il “diritto alla vita” nella condanna inflitta all’Italia dalla Corte europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) per l’inefficace gestione dell’emergenza ambientale.

Dopo la sentenza, il Governo ha affidato al Commissario Unico per la bonifica delle discariche e dei siti contaminati, il Generale Giuseppe Vadalà, il compito di guidare la bonifica e il risanamento del territorio campano.

Ospite di Cittadini Reattivi al primo incontro live e podcast del progetto [NO] Zone di Sacrificio, il Generale Vadalà ha illustrato i piani operativi in atto in Campania, oltre che affrontare il tema dei Siti di Interesse Nazionale, i tempi delle bonifiche, il principio “chi inquina paga” e il diritto delle comunità, in particolare delle nuove generazioni, a vivere in territori sicuri, informati e trasparenti.

Le bonifiche come “asset” dello Stato

«Le bonifiche da circa dieci anni sono diventate un asset importante per lo Stato e per i Governi», afferma Vadalà. Non più solo gestione dell’emergenza, ma leva stabile di politica ambientale.

Il primo obiettivo è «il disinquinamento o il blocco dell’inquinamento», cioè impedire che le fonti contaminanti continuino a danneggiare un ambiente salubre e la salute dei cittadini. Ma c’è anche un secondo fronte: «Recuperare territori occupati da discariche abusive o anche da discariche regolari che oggi vengono restituite a usi successivi». Un passaggio che incide direttamente sul consumo di suolo, tema centrale non solo in Italia ma in Europa.

Le bonifiche, aggiunge il commissario, mettono in moto «forze verdi», professionalità e filiere legate alla sostenibilità. Il benessere economico, osserva, «non basta» se non è accompagnato da salute ambientale e salubrità. Da qui l’esigenza di una sostenibilità concreta, attuata anche attraverso investimenti pubblici cresciuti negli ultimi dieci anni, compresi i Fondi per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) europei.

Il tentativo, tuttavia, è anche quello di attrarre capitali privati su aree risanate: «Se su questi terreni possono intervenire privati con attività non inquinanti, ben vengano. Così riusciamo a risparmiare fondi pubblici e a investire fondi privati». Un passaggio che richiede però «un altro orizzonte», cioè tempi e condizioni normative adeguate.

Dalle emergenze alle task force regionali

Oggi – sottolinea Vadalà – non bonifica solo il commissario di governo. L’ufficio interviene nei casi di contenzioso europeo o quando le Regioni chiedono supporto. Parallelamente operano unità regionali che collaborano con i Comuni per gestire appalti e procedure tecniche.

Tra le regioni dotate di task force specializzate vengono citate Sicilia, Basilicata, Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna.

Il salto rispetto al passato per il Generale è evidente. «Un tempo, in emergenza, si attivavano discariche senza telo di fondo o senza studio geologico e senza raccolta del percolato. Oggi nessun sindaco si sognerebbe di farlo», osserva. La discarica, ricorda, era uno strumento legale di gestione dell’ultima frazione di rifiuto non eliminabile, ma in passato non sempre gestito con gli standard attuali.

La cabina di regia dopo la sentenza europea

La sentenza della Corte europea ha imposto all’Italia un piano di esecuzione. «Il Governo si è messo al lavoro», spiega Vadalà. È stata istituita una cabina di regia coordinata dal sottosegretario Alfredo Mantovano e dal viceministro Vannia Gava, che coinvolge sei ministeri tra cui Interno, Agricoltura, Giustizia, Ambiente, oltre alle forze di polizia.

«Il piano di esecuzione sarà presentato il 10 marzo», annuncia il commissario, per dimostrare che l’Italia non solo ha predisposto un programma, ma lo sta già attuando.

Le quattro priorità operative in Campania

In Campania, l’azione si articola su quattro direttrici: verifica dei terreni agricoli, bonifica dei rifiuti sotterrati, rimozione dei rifiuti in superficie e analisi epidemiologica.

«Stiamo iniziando le caratterizzazioni su venti siti», spiega Vadalà. Sono già 110 i terreni agricoli interdetti, mentre si lavora su altri 500 ettari. Parallelamente prosegue il contrasto ai roghi e agli sversamenti: «Molti incendi hanno prodotto danni alla salute dei cittadini e il governo vuole contrastare ulteriormente questi fenomeni», afferma, ricordando il decreto dell’8 agosto che ha inasprito le pene introducendo anche l’arresto in quasi flagranza e sottilineando il lavoro dei prefetti di Napoli e Caserta e delle forze di polizia.

Studio epidemiologico e mappa dei rischi

Sul quarto asse, quello sanitario, è stato firmato un protocollo tra il Commissario e l’Istituto Superiore di Sanità per uno studio epidemiologico nei 90 Comuni interessati, in collaborazione con quattro Asl (tre di Napoli e una di Caserta).

«Entro fine anno vogliamo avere una mappa completa dei valori epidemiologici», spiega Vadalà. Finora analisi dettagliate hanno riguardato l’area vasta di Giugliano su impulso della procura di Napoli Nord, il litorale Domizio-Flegreo e i dati dello studio Sentieri. Ma una fotografia complessiva e omogenea ancora manca.

La trasparenza è uno dei punti chiave indicati dalla sentenza europea. «Per essere trasparenti dobbiamo poter dire le cose in maniera oggettiva, sulla base delle risultanze scientifiche», insiste il Commissario. Solo così si potranno orientare prevenzione e screening della Regione Campania e del Ministero non solo per la fascia over 50 ma anche per quella sotto i 50 anni.

Tempi lunghi per un inquinamento storico

«L’inquinamento non è di pochi anni, è storico», avverte Vadalà. Per questo «non si può pensare di risolvere tutto in uno, due o tre anni». L’orizzonte, ammette, può essere anche decennale.

La sfida, oggi, è tenere insieme bonifica ambientale, prevenzione sanitaria e trasparenza informativa. Solo su questo doppio binario – risanamento dell’ambiente e chiarezza verso i cittadini – si prospetta un possibile ritorno alla Campania Felix.

(Guarda qui l’intervista la Generale Giuseppe Vadalà).

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Elisa Rossi

Giornalista freelance, si occupa di tematiche ambientali e disuguaglianze. Collabora dal 2022 con Cittadini Reattivi, applicando un approccio civico, scientifico e investigativo. Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo e in Comunicazione pubblica e d’impresa presso l’Università La Sapienza, è anche content writer e social media manager

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