Si è svolta il 14 gennaio 2026, presso la Regione Campania, la prima seduta della Conferenza dei Servizi per il riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata con Decreto Dirigenziale n. 85 del 20 aprile 2020 alle Fonderie Pisano, l’impianto siderurgico specializzato nella fusione di materiali ferrosi situato nel quartiere Fratte di Salerno.
Come si legge sul verbale, la società ha 20 giorni di tempo per trasmettere tutte le integrazioni tecniche richieste da ARPAC, Università del Sannio e uffici regionali.
Alla seduta erano presenti Regione Campania, ARPAC, Università del Sannio, i rappresentanti delle Fonderie e alcune realtà civiche e sindacali: Associazione Salute e Vita, Medicina Democratica Onlus e FIOM Salerno. Assenti, nonostante regolare convocazione, il Comune di Salerno e l’ASL: un’assenza che l’Autorità competente ha formalmente stigmatizzato, sottolineando il ruolo centrale dei due enti in un procedimento che riguarda direttamente salute pubblica e territorio.
Durante l’incontro sono stati richiamati i pareri tecnici già trasmessi: ARPAC e Università del Sannio hanno confermato la necessità di integrazioni sostanziali alla documentazione aziendale, in particolare per l’adeguamento alle nuove Best Available Techniques (BAT) europee entrate in vigore a fine 2024. La Regione ha chiarito che il riesame dell’AIA è obbligatorio proprio alla luce di queste nuove norme.
Nel corso della seduta è intervenuto anche il presidente della Commissione Ambiente del Comune di Salerno, Arturo Iannelli, che ha riferito l’orientamento dell’amministrazione verso il trasferimento dello stabilimento. Le associazioni presenti hanno invece ribadito la gravità della situazione ambientale e sanitaria, richiamando l’urgenza di una decisione rapida.
L’Autorità competente ha fissato fin da ora la prossima Conferenza dei Servizi per il 18 febbraio 2026 alle ore 10:30, precisando che si tratterà di una seduta “conclusiva e decisoria”. In quella sede verranno espressi formalmente i pareri di competenza: “il mancato adeguamento alle BAT e ai relativi limiti emissivi comporterà valutazioni negative”.
Nel verbale si ricorda infine che all’azienda erano già stati concessi i tempi massimi previsti dalla normativa per la presentazione del progetto di riesame e che, anche alla luce della recente sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, il procedimento deve ora arrivare rapidamente a conclusione per garantire la tutela della popolazione esposta.
Entro febbraio si saprà se le Fonderie Pisano riusciranno a rientrare nei parametri ambientali europei o se l’AIA del 2020 verrà definitivamente respinta.