Oltre la Terra dei Fuochi: l’Associazione per l’esecuzione della sentenza Cedu

Intervista a Valentina Centonze, Avvocato civilista tra i legali dei ricorrenti alla CEDU. Foto di Gianni Oliva per Cittadini Reattivi, dicembre 2025

Ad un anno dalla storica sentenza pronunciata sulla Terra dei Fuochi dalla Corte di Strasburgo in cui venivano accertate le responsabilità dello Stato italiano per la mancata tutela del diritto alla vita delle popolazioni esposte a contaminazione ambientale si è costituita, il 31 gennaio 2026, un’Associazione: oltre sessanta membri tra professionisti, associazioni e comitati attivi da anni nella difesa della salute, dell’ambiente e dei diritti delle comunità locali hanno dato vita all’Associazione per l’esecuzione della sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sulla Terra dei Fuochi (Cedu), un ente di volontariato di secondo livello.
Nel solco del monito contenuto nella pronuncia della Cedu, l’Associazione mira a promuovere le consultazioni tra gli Enti preposti al contrasto ambientale e alla vigilanza sanitaria con i principali soggetti coinvolti, per costruire un efficiente strumento di vigilanza civica, coordinamento territoriale e partecipazione informata, finalizzato a seguire nel tempo l’attuazione concreta delle misure previste dalla sentenza.
Le misure di carattere generale prescritte dalla Corte, prevedono tra l’altro la costituzione di un meccanismo di monitoraggio indipendente che permetta di verificare l’attuazione e l’impatto delle misure che saranno introdotte nell’ambito di una strategia globale volta a superare il fenomeno della “Terra dei fuochi” e per valutare il rispetto dei tempi previsti per l’attuazione. Con questo scopo, le autorità nazionali dovranno assicurare l’adozione di misure idonee a garantire la reale indipendenza del meccanismo di monitoraggio: bisogna quindi prevedere che siano inclusi soggetti, come rappresentanti della società civile e delle associazioni interessate, che siano libere da qualsiasi affiliazione istituzionale con le autorità statali.
L’Associazione ha lo scopo di contribuire all’esatta esecuzione della sentenza Cannavacciuolo, fornendo alle autorità pubbliche e al meccanismo di monitoraggio il proprio punto di vista, sollecitando ogni cambiamento ritenuto rilevante e determinante. Lo scopo è monitorare costantemente il territorio, sollecitare l’intervento dell’autorità pubblica, anche con interventi mirati per il controllo del territorio e il contrasto ai fenomeni di inquinamento, denunciare ogni forma di inquinamento, raccogliere, far circolare e rendere pubbliche le informazioni sul fenomeno di inquinamento interagendo con la popolazione interessata, sollecitare pareri e relazioni da parte di tecnici scientifici. Gli interlocutori dell’Associazione sono stakeholders ambientali, cittadini, enti ed istituzioni locali e nazioni sino alle Autorità europee e, in particolare, il Consiglio d’Europa che vigila sull’esecuzione della sentenza Cannavacciuolo.
Durante il mese di gennaio 2026 è stata presentata la prima relazione dei ricorrenti circa lo stato di esecuzione della sentenza Cedu Terra dei Fuochi, per aggiornare il Comitato dei Ministri presso il Consiglio d’Europa sullo stato di esecuzione delle misure individuate dalla sentenza a distanza di un anno dalla sua pubblicazione.
All’interno di questa relazione sono state riepilogate le attività dell’ufficio del Commissario Straordinario per la ricognizione delle aree contaminate e degli interventi di bonifica e messa in sicurezza programmati sui territori colpiti dall’inquinamento ambientale (peraltro limitati a soli 85 siti su 293), riportate le previsioni di spesa (circa 2,5 Mld di euro), riferite le modifiche legislative introdotte con la legge Terra dei fuochi, pubblicata il 03/10/2025, segnalate le competenze assegnate all’Ispra in tema di monitoraggio ambientale e sanitario, formulate osservazioni per stimolare l’individuazione di una efficace strategia di contrasto e prevenzione degli sversamenti nei territori più colpiti, sollecitata l’adozione di una piattaforma pubblica di monitoraggio in costante e tempestivo aggiornamento.
La descrizione dei luoghi di sversamento è stata affidata a 4 reports predisposti da associazioni storicamente e territorialmente attive per il contrasto all’inquinamento ambientale, tutte promotrici dell’Associazione per l’Esecuzione della sentenza Cedu, che hanno documentato lo stato dei territori in provincia di Napoli e Caserta a distanza di un anno dalla pubblicazione della sentenza.
Il Consiglio d’Europa, informato dai ricorrenti dello stato di avanzamento delle attività poste in essere dalle Autorità italiane e della costituzione dell’Associazione, lo scorso 11 marzo 2026, ha prescritto al Governo italiano alcuni correttivi che presuppongono una modifica sostanziale del piano d’azione presentato. Tra questi l’individuazione di fondi economici e risorse adeguate alla bonifica di tutti i siti contaminati, la realizzazione di una piattaforma unica con cui informare le comunità sui rischi ambientali e sanitari, sugli interventi di bonifica e sui risultati dei monitoraggi, la consultazione della società civile nel monitoraggio sugli interventi di rimozione e bonifica, rivedendo il ruolo di controllo che è stato affidato all’ISPRA, ente pubblico che “opera sotto la supervisione e la guida politica del Ministero italiano dell’Ambiente”, e che per questo non può ritenersi indipendente dalle Istituzioni, così come previsto dalla sentenza.
A seguito della costituzione, anche l’Associazione continuerà a vigilare sull’esecuzione della sentenza Cedu, mediante report periodici di monitoraggio territoriale e sanitario, con i quali chiederà l’adozione di correttivi necessari a correggere le criticità emerse nella pratica dell’azione governativa.


Associazione per l’esecuzione della sentenza Cedu – Terra dei Fuochi
Il Presidente p.t.
Avv. Valentina Centonze 

 
Articolo coprodotto con Valentina Centonze, Avvocato civilista tra i legali dei ricorrenti alla Cedu nell’ambito del progetto No Zone di Sacrificio sostenuto da Journalism Fund Europe

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Redazione Cittadini Reattivi

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